Avevo 8 anni ed ero in terza elementare quando, con la classe, abbiamo partecipato a un’attività che mi ha cambiato la vita.

Inizialmente, lo ricordo bene, le cose che ci hanno fatto fare ci sono sembrate piuttosto strane. Ci hanno diviso in gruppi e ci hanno spiegato che da quel momento qualcuno di noi sarebbe stato il fortunato capo di una piantagione di cacao mentre tutti gli altri, la maggioranza di noi, sarebbero stati i lavoratori di quelle piantagioni e avrebbero dovuto seguire tutti gli ordini dei capi. La nostra raccolta del cacao consisteva nel colorare e tagliare delle fave di cacao: di certo non un’attività molto stancante eppure molti di noi, sotto gli ordini di compagni di classe diventati improvvisamente autoritari e cattivi, scoppiarono a piangere.

Nella seconda fase dell’attività, gli operatori ci spiegarono che tanti bambini come noi nel mondo vivevano in quelle condizioni ma che potevano essere liberati dallo sfruttamento attraverso le scelte che ognuno di noi poteva fare, a partire dal supermercato.

Così ho conosciuto il Commercio Equo e Solidale.

Forse è stata un’esperienza un po’ traumatica, ma senza dubbio efficace, perché è proprio grazie a quella mattinata che, molti anni dopo, ho deciso di iniziare a fare volontariato in una Bottega del Mondo: un modo concreto per aiutare una realtà che sostiene i lavoratori, tutela il pianeta, che si schiera contro la mafia e garantisce al consumatore prodotti di altissima qualità. Quello che non sapevo è che questa esperienza mi avrebbe regalato qualcosa in più ogni volta.

Ogni giorno che passo in Bottega imparo qualcosa di nuovo grazie alle persone che incontro, all’interculturalità, alla libertà di esprimere la propria idea, alla grinta con cui chi ci lavora trova il modo di portare avanti una realtà difficile. Sì, perché ora siamo in un momento sociale in cui si insegna solo la paura dell’altro, perché l’altro sembra essere la causa di tutti i problemi e troppo spesso si ignora tutta la ricchezza che sta dietro all’incontro con gli altri.

Spero che altri giovani si possano avvicinare a questa dimensione, perché siamo la stessa generazione di Greta Thumberg e dei “Fridays for Future” e il Commercio Equo e Solidale è uno strumento efficace e tangibile per cambiare le cose, per appianare le disuguaglianze e avere uno stile di vita più attento per il nostro pianeta.

Per questo motivo invito i miei coetanei a candidarsi per il Servizio Civile! Clicca qui per saperne di più!

Nulla come il COVID ci ha insegnato che una scelta fatta in una parte del mondo si riflette anche nella parte opposta. Facciamo la nostra scelta!

Anna Maria Donà

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